ROMANINA

di Anna Meacci e Luca Scarlini, regia di Giovanni Guerrieri, con Anna Meacci

Venerdì 6 febbraio 2015 un teatro gremito ha accolto lo spettacolo Romanina, inserito all’interno del progetto contro l’omotransfobia promosso da La città del teatro e dell’immaginario contemporaneo di Cascina (PI).

Anna Meacci racconta con forza, ironia, dolcezza e, soprattutto, passione, la storia di Romina Cecconi

e della sua lotta per l’autodeterminazione, mettendo in scena una pièce liberamente ispirata al libro Io, la Romanina. Perché sono diventata donna, autobiografia scritta da Romina Cecconi nel 1974.

Anna Meacci

Lo spettacolo riesce a rendere la complessità del percorso affrontato da Romina, la quale da scandaloso travestito si è ritrovata a lottare per i diritti propri e della allora nascente comunità di persone che considera la propria identità sessuale una costruzione sociale, culturale e politica costantemente in transito. Romina è diventata un’icona; non per scelta, ma per sopravvivere, per incarnare pienamente il ruolo di fabbro della propria esistenza, in un momento storico in cui non c’erano neppure molti esempi da seguire, ma solo un cammino da costruire, rischiando di commettere errori sulla propria pelle. Una strada ricca di ostacoli, di cadute e riprese tipiche di coloro che non hanno intenzione di arrendersi e affrontano con coraggio le malignità della provincia italiana, la prostituzione, il carcere, l’umiliazione del confino in quanto soggetto socialmente pericoloso, gli interventi chirurgici, fino ad arrivare a stringere fra le mani un nuovo documento di identità.

Anna Meacci, protagonista unica della scena, restituisce le due facce della narrazione, con il proprio corpo e una voce sapientemente modulata, utilizzando le luci e le ombre del palcoscenico: il dolore proprio di un’identità irriducibile nelle schematizzazioni borghesi e che cerca la propria libertà viaggiando controcorrente, misto alla gioia dovuta alla consapevolezza di sé e alla volontà di raggiungere i propri obiettivi, fantasticando una vita favolosa ma così convincente da sembrare reale; entrambi i sentimenti sono affrontati, amalgamati, sviliti e valorizzati da un’auto/ironia pungente che permette di andare avanti a testa alta, avvolta da una splendida pelliccia e su tacchi vertiginosi.

“Avevo solo due alternative: lo spettacolo o la strada.
Scelsi il primo; finii sulla seconda!” – Romina Cecconi.

Massimiliano Bertelli

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